CERN: il senso della bellezza

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Negli anni in cui l’Europa usciva travagliatissima da una guerra sanguinosa nasce l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare.

Il 29 settembre 1954, 12 paesi membri, tra cui l’Italia, firmarono la convenzione che istituiva il CERN (Conseil européen pour la recherche nucléaire), un atto che diede il via ad uno dei pochi linguaggi di pace che l’umanità sia riuscita a creare.

I principi su cui si fonda la filosofia di questa istituzione sono pochi, semplici e significativi:

  • Un laboratorio per fare ricerca in fisica fondamentale
  • I risultati devono essere disponibili all’umanità
  • Favorire la cooperazione internazionale

Lo scopo di pace in essi è insito nell’atto fondatore stesso del CERN.

Oggi ne fanno parte 23 stati, compresi paesi extraeuropei, e l’organizzazione ha acquisito il diritto di parola (non di replica) all’ONU.

Qui lavorano 11.000 scienziati di tutto il mondo, 100 nazionalità differenti, alcuni provenienti da paesi dove vi è una guerra in corso o dove non si riconoscono diritti all’esistenza, c’è una grande passione per la conoscenza e questo è un linguaggio universale che trascende le etnie, la religione, l’età, il genere.

Nel novembre del 1990 è qui che venne concepito il World Wide Web, se oggi internet è libero ed accessibile a tutti è anche grazie al CERN, a questa idea europea che vuole tutta la scienza condivisa ed a disposizione del mondo.

Sintetizzare il lavoro svolto da questa organizzazione e gli esperimenti analizzati dagli scienziati in un articolo sarebbe molto riduttivo, il sito ufficiale home.cern offre tantissime informazioni, tuttavia è possibile intuire quanto di più affascinante tra le attività qui condotte, la possibilità di far collidere nuclei atomici e particelle subnucleari per poter osservare quello che più si avvicina ai primi istanti dopo il Big Bang, l’origine del nostro Universo.

Gli acceleratori usati per generare gli scontri frontali tra particelle sono diventati sempre più lunghi ed oggi il CERN dispone del più grande e potente collisore al mondo con una circonferenza di 27  chilometri e si occupa della costruzione, funzionamento ed aggiornamenti delle macchine acceleratrici  Large Hadron Collider – LHC, strumenti necessari per la ricerca in fisica delle alte energie.

Le persone qui fanno parte di immense scoperte scientifiche, rispondono ad alcune delle domande più complesse della vita ed ampliano i confini della comprensione, libere di lavorare in modo creativo e di fidarsi e fare affidamento sui propri colleghi in tutta l’organizzazione.

Argonauti dell’invisibile, esploratori di ciò che governa la nostra realtà, consapevoli che l’apprendimento è una danza che permette di cogliere il momento dell’intuizione.

Attendono costantemente l’equilibrio aureo nella semplicità di un’equazione, qualcosa che il cervello riconosce nella scienza e nell’arte come bellezza.

L’organizzazione ha una filosofia open source ed open data e le sue risorse vengono utilizzate in tutto il mondo.

Il CERN, con il cofinanziamento della Commissione europea, ha inoltre investito in Zenodo, un deposito (repository) gratuito per l’archiviazione di dati, software e altri manufatti di ricerca, utilizzato al di fuori della comunità della fisica delle alte energie, per la condivisione e la conservazione delle conoscenze scientifiche a beneficio di tutti.

Esso offre alla più ampia comunità scientifica la possibilità di archiviare i propri dati in un ambiente non commerciale e di renderli liberamente disponibili alla società in generale.

Le tecnologie dall’accesso aperto messe a disposizione sono:

Zenodo, https://zenodo.org/

Invenio, un pacchetto di gestione delle biblioteche open source https://invenio-software.org/

Indico, un altro strumento open source sviluppato al CERN per la gestione di conferenze ed eventi e utilizzato da più di 200 siti in tutto il mondo https://getindico.io/

“La ricerca dell’ordine all’interno del caos gratifica la nostra mente, eppure è nelle piccole screpolature che l’universo rivela la bellezza della vita”

(Il senso della bellezza – documentario di Valerio Jalongo)

FONTI

Sito del CERN home.cern

https://home.cern/science/computing/open-source-open-science

https://home.cern/science/accelerato

Documentario di Valerio Jalongo  “Il senso della bellezza”

Svizzera – Italia (2017)

in collaborazione con il CERN

Credits: Photo CERN e Pexels

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