Melograno e ricerca sul cancro

Valutazione dell’attività antiossidante di composti estratti dalle foglie di melograno su linee cellulari umane sottoposte a stress ossidativo

Giulia Centis

Sono Giulia Centis e ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Torino nell’anno accademico 2021/2022, con una tesi dal titolo “Valutazione dell’attività antiossidante di composti estratti dalle foglie di melograno su linee cellulari umane sottoposte a stress ossidativo”.

Il mio percorso universitario è iniziato con la Laurea Triennale in Scienze Biologiche per poi proseguire con questa Magistrale. Il mio prossimo obiettivo è ottenere l’abilitazione come Biologa Nutrizionista per poter così esercitare la libera professione. La scelta di questo percorso è stata dettata dalla mia passione per il cibo e dalla volontà di aiutare gli altri a stare meglio con se stessi, migliorando il loro rapporto con l’alimentazione. Il mio intento è riuscire a trasmettere la ricchezza del cibo, non solo come nutrimento, ma in tutte le sue forme che vanno dalla convivialità alle tradizioni culturali. Per questo sono convinta che una dieta non debba essere restrittiva ma permetterci di mangiare un po’ di tutto, nelle giuste porzioni e frequenze. E soprattutto deve diventare uno stile di vita sostenibile e piacevole, senza sensi di colpa e restrizioni. 

La tesi

obiettivi e metodo

Lo scopo principale della mia tesi è stato caratterizzare in vitro l’attività antiossidante di alcune molecole contenute in un estratto di foglie di melograno, in particolare l’acido ellagico e la luteolina, in condizioni di stress ossidativo indotto sperimentalmente.

Dato l’aumento dell’esposizione a fattori pro-ossidativi ed il loro ruolo nell’insorgenza di patologie legate allo stress ossidativo, vi è un crescente interesse nell’individuazione e nello studio di molecole che possano avere un’attività antiossidante nell’ambito della prevenzione di tali condizioni. In particolare, alcuni composti di origine naturale, presenti all’interno di piante come il melograno hanno destato particolare attenzione.
A tal proposito, nel mio elaborato di tesi è stata studiata in vitro la capacità antiossidante di due composti polifenolici, l’acido ellagico (EA) e la luteolina (LU), derivati da estratto di foglie di melograno, sia in qualità di i) antiossidanti primari, ovvero in concomitanza dello stimolo pro-ossidante (H2O2 500 μM per 5 ore) che di ii) antiossidanti secondari, ovvero in forma di pretrattamento per 24 ore seguito dallo stimolo pro-ossidante (H2O2 500 μM per 5 ore).
L’attività antiossidante di queste due molecole è stata valutata su due diverse linee cellulari, i fibroblasti dermici umani (HDF) e le cellule endoteliali ombelicali umane (HUVEC), con l’obiettivo di individuare eventuali differenze, tramite analisi sulla vitalità cellulare, imaging in fluorescenza per valutare la produzione di ROS e valutazione dell’espressione di geni rilevanti per l’attività antiossidante. Inoltre, è stata valutata una possibile interazione di questi composti con il sistema delle sirtuine, utilizzando il sirtinolo (SR) come molecola inibitrice delle sirtuine. Le sirtuine sono proteine che hanno un ruolo nella regolazione dell’omeostasi cellulare e sono coinvolte in molti processi biologici come la risposta antiossidante endogena.

Dopo aver analizzato le curve di citotossicità dei composti, sono state utilizzate concentrazioni non citotossiche per studiarne l’attività antiossidante sia in concomitanza dello stimolo pro-ossidante che in forma di pretrattamento seguito dallo stimolo pro-ossidante. L’EA ha mostrato una significativa attività sia come antiossidante primario che secondario alle concentrazioni di 100 e 250 μg/mL sulle HUVEC, rispetto alle HDF, dove invece una debole attività antiossidante è stata evidenziata solo a 5 ore di incubazione con EA 5 μg/mL, seppure non statisticamente significativa.

Risultati e discussione

La LU nelle HUVEC non ha mostrato una rilevanza statisticamente significativa né come antiossidante primario né come secondario, mentre nelle HDF la LU ha dimostrato una significativa attività antiossidante alla concentrazione di 50 μg/mL a 5 ore di incubazione, attività che scompariva del tutto quando le cellule venivano sottoposte a pretrattamento per 24 ore.  Inoltre, l’analisi preliminare dell’interazione dell’attività antiossidante di EA e LU con il sistema delle sirtuine ha mostrato una possibile relazione per quanto riguarda l’attività di EA come antiossidante secondario nelle HUVEC, che merita di essere approfondita in studi successivi.

Questi risultati preliminari necessitano di ulteriori approfondimenti in modelli cellulari più complessi, e successivamente in vivo. Tali composti, presenti in molti alimenti di origine vegetale, possono potenzialmente essere utilizzati come antiossidanti esogeni, da introdurre con l’alimentazione o attraverso formulazioni specifiche contenute all’interno di integratori. In questo senso, tali molecole potrebbero rappresentare un valido aiuto al sistema di difesa antiossidante endogeno, contribuendo così alla prevenzione degli effetti dannosi indotti da condizioni di stress ossidativo nell’organismo umano.

Per qualsiasi altro approfondimento, potete contattarmi all’indirizzo giulia.centis@gmail.com
A presto!

Giulia Centis

Credits: Photo from Life Extension® Magazine website
Pomegranate Thwarts Cancer on Multiple Levels

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