Lo studio è bello perché è vario

Rubrica del weekend studio ti studio – Episodio 11

Nel corso delle 10 puntate che ci hanno portato alla conclusione di questa Rubrica del weekend Studio Ti Studio abbiamo potuto vedere molteplici metodi per performare al meglio durante le nostre sessioni di studio. Abbiamo parlato di metodi pratici su come memorizzare meglio le informazioni, di approcci che ci aiutino a rimanere più concentrati sul nostro lavoro, di come possono influire alcune attività sul processo di apprendimento ma, ad eccezione della nona puntata che parlava di collegamenti, abbiamo parlato abbastanza poco della delle potenzialità degli argomenti stessi che siamo chiamati a comprendere e inserire il nostro bagaglio di conoscenze. È proprio con questo argomento che vorremmo concludere questo nostro viaggio durato 11 settimane insieme a voi nel mondo dello studio. 

Collegamenti interdisciplinari

Rubrica del weekend studio ti studio – Episodio 9 Inutile negarlo, non vedevamo l’ora di arrivare a questo episodio della Rubrica, che riassume in estrema sintesi uno dei pilastri principali del pensiero che DeltaScience Tutoring si impegna a trasmettere a tutti voi. Numerose volte vi abbiamo parlato della necessità di collegare l’apprendimento agli interessi personali … Continue reading Collegamenti interdisciplinari

Oggi, quindi, parleremo del soggetto principale del processo di apprendimento, ovvero il materiale di studio. Come possiamo fare in modo che ciò che abbiamo davanti, gli argomenti che dobbiamo studiare o i concetti che dobbiamo comprendere, possano essere assimilati al meglio, dando loro una forma e una varietà che ci aiuti a comprendere in maniera più organica, strutturata e, di conseguenza, sensata? Ebbene, il modo più semplice di risolvere questa questione è variare il materiale, variare gli argomenti e cercare di spaziare tra più aree, collegando più fili conduttori e cercando di essere più poliedrici possibile. Focalizzarsi su un solo argomento in maniera statica può portarci in breve tempo a stufarci di quello che stiamo studiando e potrebbe condurci anche verso l’errata impressione che l’argomento di studio sia completamente indipendente, a sè stante, e non abbia connessioni pratiche e funzionali con altri campi della conoscenza o con la vita di tutti i giorni e le esperienze quotidiane. Diversamente, se siamo in grado di “ficcare il naso” un po’ ovunque, pescando informazioni da più fonti, in più forme o con punti di vista diversi, potremmo sicuramente avere una visione più organica e strutturata di quello che è l’argomento principale che stiamo studiando e di tutte quelle che sono, o che possono essere, le connessioni tra quest’ultimo e altri campi, altri concetti, altre aree tematiche o semplicemente con la solita esperienza del nostro passato, che tante volte abbiamo richiamato nel corso di queste puntate, elevandola al grado di “chiave di lettura” e comprensione di ciò che siamo chiamati a studiare. 

Ma a questo punto potreste chiedere quale sia, allora, la differenza tra fare dei collegamenti, argomento di cui abbiamo già parlato due settimane fa, e quello che vi stiamo proponendo oggi. In realtà, la differenza è molto semplice. Quando colleghiamo degli argomenti diversi, stiamo cercando dei canali di comunicazione, dei ponti, dei fattori comuni che ci consentano di mettere insieme delle informazioni che abbiano qualcosa di comune, in modo da avere semplicemente una visione più organica di quello che è l’argomento in generale oppure ampliando la nostra visione. Avevamo fatto infatti un esempio collegando la letteratura Shakespeariana e la storia dell’epoca in cui è vissuto questo famoso autore britannico, e in questo modo eravamo riusciti a collegare discipline diverse – principalmente letteratura e storia – in modo da fissare chiaramente davanti a noi quale fosse il background culturale e sociale in cui l’autore viveva, così da ricordare più facilmente, ad esempio, quali argomenti non avrebbe potuto mai trattare nelle sue opere, come ad esempio il Commonwealth, che ha una collocazione temporale successiva alla sua morte; al tempo stesso siamo riusciti a immaginare Shakespeare in preciso punto cronologico della storia e questo, sebbene potesse sembrare un’informazione abbastanza superflua, vi assicuro che vi potrebbe aiutare sicuramente, in futuro, a confondere meno date, personaggi storici e personaggi della letteratura. 

Diversamente, ciò che vogliamo proporvi oggi riguarda invece una poliedricità più stretta, che può anche fermarsi ad una sola disciplina: non vi stiamo infatti dicendo di studiare matematica per cinque minuti, poi prendere il libro di storia e dopo altri 10 minuti passare a filosofia, anche se magari cambiare disciplina ed evitare di focalizzarsi per un pomeriggio o una giornata intera sulla stessa materia potrebbe sicuramente aiutare a lavorare in modo migliore. Stiamo piuttosto parlando di spostarsi all’interno di una stessa materia in modo da collegare più efficacemente concetti singoli che potrebbero apparire difficili da ricordare. In questo caso vorremmo portarvi un esempio abbastanza semplice del mondo della matematica. Immaginate di dover imparare tutte le equazioni che caratterizzano una circonferenza nel piano; ci sarà un’equazione generica, dovremmo ricordare le coordinate del punto in cui si trova al centro della circonferenza, ricavabili dall’equazione generica, una formula per determinare il raggio della circonferenza e così via. Se domani dovessimo studiare invece la parabola, magari avendo dimenticato completamente la circonferenza, ci troveremo di fronte a un’altra equazione tutto sommato simile e a ad altre informazioni come l’equazione della retta direttrice, quella dell’asse della parabola, le coordinate del fuoco e del vertice della stessa funzione. Procedendo nello studio di queste funzioni – in genere vengono affrontate in modo abbastanza ravvicinato – lo studente dovrebbe passare all’iperbole e all’ellisse. A questo punto una volta affrontate tutte queste nozioni in modo separato, anziché esercitarsi un giorno per gli esercizi sulle circonferenze, la settimana successiva sulle parabole e così via, potrebbe essere sicuramente più utile esercitarsi su un mix di problemi che possa portare la mente a muoversi più agilmente tra queste equazioni particolari. Così facendo lo studente si accorgerà sicuramente che le equazioni hanno tutte una forma molto simile, differiscono di poco, e che i metodi per trovare punti caratteristici di queste funzioni sono tutto sommato abbastanza simili: grazie a questa visione di insieme quindi, sarà sicuramente più facile ricordare in modo ordinato le varie equazioni e tutte le informazioni più importanti. 

Vogliamo portarvi ora un ulteriore esempio ancora più semplice e chiaro, e forse anche più stimolante. Immaginate ad esempio di dover studiare storia. Variare in questo campo potrebbe significare, ad esempio, studiare dal manuale scolastico, per poi approfondire brevemente sulle fonti che riteniamo migliori un argomento che ci è sembrato particolarmente interessante, e concludere magari la giornata dedicandoci alla visione di un film, qualora esista, che tratti di qualche argomento inerente a ciò che abbiamo studiato. Per concludere, l’esempio più lampante e semplice è quello portato soprattutto dei docenti di lingue straniere, che incoraggiano lo studente allo studio della grammatica, senza dubbio, ma poi anche alla pratica della lingua parlata, all’ascolto di dialoghi in lingua originale e quindi anche – perché no? – a guardare la tua serie TV preferita in inglese anziché in italiano. Tutti questi esempi che abbiamo riportato ricadono nell’attività di variare il materiale, tecnica tanto banale quanto potenzialmente efficace per le vostre sessioni di studio. 

Con questo, abbiamo concluso il nostro viaggio di 11 settimane alla scoperta di trucchi e tecniche dello studio, con cui speriamo di aver migliorato il vostro approccio e la vostra efficienza. Non perdetevi l’articolo conclusivo della prossima settimana in cui daremo l’arrivederci definitivo a questa terza rubrica del weekend di DeltaScience Tutoring.

FONTI

Caro lettore, per questa ultima puntata della Rubrica del weekend Studio Ti Studio abbiamo voluto creare qualcosa di veramente nostro, lasciando correre il nostro flusso di pensieri in modo libero e originale. Le uniche fonti, per oggi, sono le nostre menti!

Credits: Photo by Chris Lawton on Unsplash

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