Psicologia del disagio sociale

Con la parola “disagio” facciamo riferimento a una condizione di mancanza di comodità o a una situazione di sofferenza di una persona in un contesto. Come negli altri casi, anche quando parliamo di un disagio di natura psicologica, non è possibile comprendere questa particolare condizione esistenziale focalizzandoci unicamente sul singolo individuo. Per farlo è, invece, necessario allargare lo sguardo ed assumere una logica contestuale, attenta ai luoghi, ai tempi e ai codici simbolici che caratterizzano un particolare orizzonte culturale.
La prima parte della presente dispensa ci accompagna in un percorso storico che, dalla fine del ‘800 ai giorni nostri, ripercorre l’evoluzione delle forme del disagio. Essa si distacca da un’analisi psicopatologica, ma esplora come le forme del patire si presentano prima di giungere a cospetto della pratica clinica, assumendo una prospettiva sociale.
L’itinerario storico affronta il “Moderno” (che caratterizza il periodo storico che arriva fino alla seconda guerra mondiale), governato dall’idea freudiana che, per adattarci alla società (e alla sicurezza che essa garantisce), abbiamo messo da parte una parte di felicità e il “Postmoderno” che, sovverte l’ordine delle cose imposto dalla società moderna. L’elaborato affronta questo passaggio d’epoca fotografando le nuove forme del patire che oggi richiedono una risposta da parte della psicologia.
La seconda parte, invece, affronta il testo “Oltre le passioni tristi” di Miguel Benasayag, uno dei pochi clinici che parte dall’universo “psi”, dallo spazio clinico, per capire cosa sta succedendo a tutti noi nel contesto sociale allargato. Questa sezione affronta inizialmente la critica alla psicanalisi e alle terapie modulari, la prima accusata di essere avulsa dal tempo, poiché utilizza ancora un modello ottocentesco, mentre le seconde di aver scelto di considerare l’uomo come titolare di funzioni scomponibili e riparabili e di perdere così il significato della sofferenza. L’autore, dopo aver preso le distanze da queste prospettive terapeutiche, avanza la proposta di una terapia situazionale a orientamento fenomenologico, dove la situazione diviene il soggetto della pratica psicologica.
Infine, la terza sezione dell’elaborato affronta un altro volume: “Coercizione e disagio psichico” di Adriano Zamperini. Il testo si propone come una riflessione che parte dalla cosiddetta “Legge Basaglia” (legge n. 180 del 1978), che dispose la chiusura dei manicomi, per giungere ad affrontare i temi della coercizione al giorno d’oggi attraverso un’accurata indagine della realtà italiana odierna. Viene qui affrontata la storia della psichiatria, il legame di questa con le pratiche coercitive, il tema del paternalismo in psichiatria e psicologia e la realtà della contenzione e delle pratiche coercitive che al giorno d’oggi vengono messe in atto. Nell’ultimo capitolo del libro, l’autore propone una prospettiva organizzativa per la prevenzione e la gestione della contenzione.

La presente dispensa è pensata per gli studenti universitari che frequentano l’esame di “Psicologia del disagio sociale” del corso di Psicologia Clinico-dinamica (Università Degli Studi di Padova) e per i professionisti, o gli appassionati, che desiderano approfondire questi argomenti. Le tematiche trattate dai libri di testo sono ampiamente integrate con gli appunti delle lezioni del prof. Adriano Zamperini, titolare del corso, che permettono di comprendere meglio i concetti e i nessi logici che guidano il passaggio da un tema all’altro.

A partire da 4.99 €

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